I fans di Willie Nelson non rimarranno sorpresi nel sapere che Willie ha, in certo senso, messo da parte la produzione di album blues, e che si sia messo a cantare alcuni standard jazz. Willie è da sempre stato un “onnivoro”, nel senso di uno che attinge da tutta l’ampiezza delle possibilità musicali del continente.
Mentre, apparentemente sorprendente, è ascoltare Wyston Marsalis, il grande trombettista jazz, compositore, noto come “purista” nelle sonorità jazz, “allentare” un po’ il suo purismo, ma il risultato, ed è questo che non sorprende affatto, è eccezionale, quasi sublime.
Il concerto è stato organizzato proprio da Marsalis presso il “Jazz at Lincoln Center” di Broadway (NY), e la band è composta da: Dan Nimmer (piano), Ali Jackson (drum), Carlos Henriquez (bass), Walter Balnding (sax) e l’armonicista di Nelson, Mickey Raphael.
Nel jazz, il blues ha una connotazione molto particolare e, questo è proprio perché il blues abbraccia trasversalmente vari generi. In questo concerto il blues non è più i tre accordi semplici in un classico concerto di Willie Nelson, ora accade qualcosa di speciale, perché complessità e chiarezza si fondono insieme e, costituiscono in questo lavoro un qualcosa di molto raffinato e, comunque Willie Nelson non è solo “tre accordi semplici”, per cui sa intendersi a dovere con Marsalis.
Il significato che assume questo lavoro è un qualcosa di molto caldo, confortevole, una splendida collaborazione tra due musicisti, diversi, che si incontrano e si mescolano negli stili. L’album prende il via con una lettura leggera, ma agile di un pezzo di Jimmy Reed "Bright Lights, Big City ": c’è qualcosa di fresco in questo arrangiamento.
Seguono poi tutti gli altri brani, in uno scorrere mai scontato.
Si tratta insomma di due maestri, che si incontrano su un terreno comune, di confrontano, si incitano a vicenda a rileggere vecchie sonorità in un modo del tutto nuovo.
È un’espressione gioiosa!
carla says:
6 gennaio 2010 alle 19:56 /
Ciao joe, hai fatto un’ottima recensione musicale!
Ho visto sul video un accenno di georgia on my mind: una splendida esecuzione blues; il blues è veramente una musica per l’anima… ricco di suggestioni.
Album sicuramente da acquistare