
Foto by sean malone
La musica è un’arte molto praticata, a tutti i livelli. Basti pensare che il primo strumento che abbiamo a disposizione è la voce: uno strumento incorporato in noi. Se siamo allegri, è facile che cantiamo o fischiamo, c’è chi lo fa al mattino davanti allo specchio mentre si fa la barba.
Altresì la musica è un’arte anche un po’ misteriosa: perché oltre alla condizione indispensabile della padronanza di uno strumento musicale, compreso la voce, il che richiede anche molto impegno, tempo e pazienza, la musica necessita anche di determinate caratteristiche in fase di ascolto: ascoltare una musica e capire ciò che si sta ascoltando non sempre si ritrovano insieme.
Può sorprendere, ma è proprio così: la capacità di ascoltare la musica è una grande prova di talento, per certi aspetti quali l’intensità, superiore alla capacità di esecuzione del musicista .
La capacità di ascolto è sinonimo di sensibilità, delicatezza d’animo ed è fondamentale, anche perché, oltretutto, a cosa servirebbe all’artista impiegare ore e ore di studio per sviluppare capacità di esecuzione e interpretazione, se poi dall’altra parte non c’è chi è in grado di comprendere, apprezzare, quella espressione artistica?!
Non è esagerato, ma è più semplice interagire in una conversazione su un argomento anche complesso e distante dalla propria formazione culturale, che interagire in una conversazione circa una sinfonia per esempio.
Se un pittore, famoso, dipinge un quadro nel quale i corpi umani rappresentati riportano le teste molto grandi, ciascuno, anche chi non sa niente di pittura, potrebbe esercitare un proprio libero giudizio critico sul quadro, affermando che le teste sono sproporzionate. Tale giudizio critico nasce da un confronto che la persona fa con un modello di riferimento oggettivo.
Ciò che condiziona il capire e commentare ciò che si ascolta, musicalmente parlando, è la conoscenza degli elementi costitutivi di ciò che si sta ascoltando.
La concezione di ritmo, melodia e armonia, è varia e, spesso, non si sa neanche distinguere l’uno dall’altra. In un comunissimo tempo di 4 movimenti per esempio, a seconda su quali movimenti è posto l’accento, può fare la differenza tra un genere musicale e un altro.
Nella musica non c’è un modello di riferimento preciso e questo è un bene.
Il saper ascoltare la musica è un talento bellissimo, più del saper eseguire. Occorre sensibilità d’animo, esercizio di comprensione, interesse, conoscenza.
Non credo di esagerare se dico che la Musica, con tutto l’universo che c’è dietro, contribuisce all’evoluzione dell’essere umano.
Tu che ne pensi?