Posts Tagged ‘musicalità’

Dominic Miller – November

// aprile 24th, 2010 // 3 Comments » // Reviews

dominic miller november sting guitar
Nuovo lavoro discografico del famoso chitarrista di Sting.

Con questo album ha in un certo senso stupito/sorpreso i suoi fans, per l’utilizzo della chitarra elettrica, essendo lui noto per l’utilizzo dell’acustica/classica.

Gut Feeling – Still

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Dominic Miller - November - Gut Feeling

Dominic ha definito questo album come una specie di diario autobiografico e, a mio avviso è straordinario come lui sia riuscito non solo a scrivere dei brani così intimi e speciali, ma anche come sia riuscito a trasmettere l’idea musicale interpretativa agli altri musicisti che lo accompagnano.

La band è così composta: alla batteria Ian Thomas (Eric Clapton, Seal, Paul McCartney, Tom Jones), al basso Mark King (Level 42), maestro nello slap bass e, alle tastiere Mike Lindup (Level 42).

Le sonorità di questo album sono molto aperte, l’ascolto è davvero piacevole.

joe

Il Suono del Silenzio

// febbraio 17th, 2010 // 2 Comments » // Music@Mente

Photo by Nicholas Kenrick

L’educazione scientifica dovrebbe insegnarci a vedere l’invisibile in natura, allo stesso modo come il visibile. John Tyndall

John Tyndall è stato un fisico irlandese che, si è interessato in termini di studio, anche dell’argomento suono.

Un giorno Tyndall, mentre camminava su un sentiero di montagna con un amico, fu attratto da un suono particolare e acuto che proveniva dal lato destro del sentiero. Essendo di cultura scientifica, portato istintivamente a capire, cercò l’origine di questo suono e, scoprì che a generarlo era una miriade di piccoli insetti che sciamavano su quel lato.
Ma ciò che sorprese maggiormente Tyndall è che il suo amico, pur avendo un udito perfettamente in grado di sentire, non aveva minimamente colto questo suono.

Questo semplice aneddoto ci spinge a riflettere: siamo circondati da tanti suoni, giustamente filtrati dal nostro sub-cosciente, ma… tra essi ci potrebbero essere dei suoni che hanno qualcosa da dirci, vuoi per affinità con le nostre emozioni, vuoi per familiarità con i nostri pensieri.

Infatti, l’approccio opportuno verso una “educazione” musicale, è proprio quello di imparare ad ascoltare.

Robert Schumann, compositore tedesco, ha detto: “sviluppare l’orecchio musicale, è della massima importanza. Distinguere i suoni, scoprire l’intonazione di una campana, il canto di un cuculo”.

Potrebbe sembrare strano un discorso simile, ma in realtà cosa c’era prima del linguaggio se non suoni: il vento tra le foglie, versi di animali, i passi sul terreno: l’essere umano ha imparato innanzitutto ad ascoltare, poi si è evoluto… si è molto evoluto…e… sotto certi aspetti ha disimparato certe cose a vantaggio di altre, sicuramente importanti, ma con effetti collaterali: tanta fretta, frenesia, distrazione, scarsa concentrazione, ansie, … .

Ho un bellissimo suggerimento per te se ti va.

Prova per un giorno a porre attenzione ai suoni intorno a te:

cerca di distinguere il tono; grave piuttosto che acuto per esempio, e cerca di intuire quali toni ti comunicano cosa. Per esempio un tono grave potrebbe facilitarti uno stato introspettivo ottimale e, viceversa il tono acuto più energia verso l’esterno;

scopri qual è per te il confine tra suono e rumore;

identifica la relazione se c’è, tra questi suoni e le tue emozioni più profonde.

Rimarrai illuminato/a …

The Sound of Silence (Paul Simon 1966)

And in the naked light I saw
ten thousand people maybe more
people talking without speaking
people hearing without listening
people writing songs that voices never share
noone dare, disturb the sound of silence

E nella luce pura vidi
migliaia di persone, o forse più
persone che parlavano senza emettere suoni
persone che ascoltavano senza udire
persone che scrivevano canzoni che le voci non avrebbero mai cantato
e nessuno osava, disturbare il suono del silenzio

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joe

Joe Sample & Nils Landgren – Creole Love Call

// gennaio 20th, 2010 // No Comments » // Reviews

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Creole Love Call

L’uomo con il trombone rosso è sempre alla ricerca di nuove sfide. Questo è ciò che ha fatto Nils Landgren uno tra i più creativi, ed eclettici artisti di maggior successo, attualmente presenti nella scena del jazz europea.

Sette dei suoi Album, hanno ricevuto il Golden Jazz Award tedesco, con due anche disco di platino! Inoltre è anche un produttore di successo: con le cantanti svedesi Rigmor Gustafsson e Viktoria Tolstoy ha ottenuto due ulteriori gold awards

Nils Landgren è diventato un musicista jazz anche grazie al papà Karl-Erik, il quale faceva ascoltare al figlio musica jazz dicendogli: “Ascolta questa musica, è roba tosta!”. E per “nostra fortuna”, Nils non ha mai smesso di ascoltarla quella musica

Questo lavoro, Creole Love Call, è caratterizzato dalla presenza del fondatore del gruppo statunitense The Jazz Crusaders, il pianista Joe Sample. Nato a Houston, Texas, Joe Sample è cresciuto ascoltando proprio la musica tipica del “sud”: jazz, blues, gospel. Nella sua carriera Joe Sample ha accompagnato artisti come Marvin Gaye, Tina Turner, BB King, Eric Clapton e Joe Cocker.

Nils Landgren e Joe Sample in realtà si conoscevano da almeno 20 anni, prima di questo lavoro, da quando cioè Nils si trovò casualmente “nel bel mezzo” di una sessione di registrazione dei The Crusaders a Los Angeles. Da qui nacque subito una collaborazione l’estate successiva, quando suonarono insieme, in Santa Barbara, per Randy Crawford.

Nel 2005 Nils invita Joe Sample per un tour in Giappone: Joe Sample c’è, e nasce Creole Love Call

La band, che Nils e Joe costruiscono appositamente per questo Album, è composta principalmente da musicisti provenienti da New Orleans. Con una eccezione di rilievo: la pop star Ray Parker Jr., conosciuto soprattutto per il brano principale nel film di Ivan Reitman “Ghostbusters” (1984). Nell’Album Ray suona la chitarra e duetta con Nils Landgren nel famoso brano di Otis Redding “(Sittin’ On) the Dock of the Bay”. La sezione ritmica comprende il bassista Chris Severin, Raymond Weber (batteria), e Lenny Castro (percussioni): inutile sottolineare che si tratta di musicisti eccezionali.

Charmaine Neville, membro del famoso clan dei Neville Brothers, appare come “special guest”,
interpretando con Nils Landgren un classico di Allen Toussaint: “With You In Mind”, i cui testi sono scritti da suo zio, niente di meno che, Aaron Neville.
Inoltre, nel brano che da il nome all’Album, Creole Love Call, appare Kirk Joseph, un famoso suonatore si Sousafono, un strumento della famiglia degli ottoni, molto utilizzato nelle bande.

La voce di Nils Landgren è un vero piacere ascoltarla, è un po’ Willie Nelson, Bob Dorough, Steven Sills, oltre alla tastiera di Joe Sample dietro tutto, è di grande qualità.

Consiglio questo Album a tutti, ma in particolare a chi ama le sperimentazioni nel jazz e, a chi ama la rilettura di brani pop in sonorità jazz.

Le registrazioni di “Creole Love Call” hanno avuto luogo nel maggio 2005, presso lo studio di registrazione Piety Street Studio, nel centro di New Orleans; lo stesso studio dove hanno registrato musicisti come The Neville Brothers, Ryan Adams, Dr. John, Lenny Kravitz e Alanis Morissette.

La Band:
Nils Landgren – trombone and vocals
Joe Sample – grand piano and Fender Rhodes,
Ray Parker Jr. – guitar and vocals
Chris Severin – acoustic bass
Raymond Weber – drums,
Lenny Castro – percussion
Special Guest: Charmaine Neville

Tracks:
01 Get Out Of My Life Woman
02 (Sittin’ On The) Dock Of The Bay
03 Nightlife 04 Soul Shadows
05 The Brightest Smile In Town
06 Don’t Take Your Love To Hollywood
07 One Day I Fly Away
08 With You In Mind
09 I Can’t Get Enough Of Your Love
10 Love The One You’re With
11 Same Old Story
12 Creole Love Call

Arrangiamenti di Joe Sample e Nils Landgren;
Recorded in New Orleans, Louisiana, USA
Produced by Nils Landgren

Leonard Cohen – Live in London

// gennaio 15th, 2010 // No Comments » // Reviews

Potrebbe sembrare ardito anche solo pensarlo, ma in un universo alternativo o parallelo, Leonard Cohen è Bob Dylan.

L’artista canadese, come il suo omologo del Minnesota, fonde insieme folk, blues e rock per creare sfondi di suggestiva poesia cerebrale, che può, con una forza molto vivida, evocare il dolore di un affare andato male o la precognizione cupa di un futuro distopico . Naturalmente, il confronto tra i due artisti è solo un pretesto per dire, che se Cohen non è mai diventato la Voce di una Generazione, la sua opera però ha saputo catturare l’attenzione e lo spirito del tardo 20° secolo.

Cohen è stato una presenza enigmatica alla periferia della musica popolare, apprezzato da coloro che lo conoscono, ma sconosciuta a tanti, troppi. Naturalmente, Cohen è anche il “tizio” che ha scritto Hallelujah, passando attraverso famose interpretazioni di Jeff Buckley e Rufus Wainwright e, in questo lavoro, Live in London, canta come un uomo alla fine della sua carriera, ma i suoi suoni sono tutt’altro che esauriti.

L’Album è composto di 26 canzoni in tutto e, ogni traccia esprime una propria luminosa intimità.
Cohen nelle sue composizioni ed espressioni musicali è molto minimalista, essenziale, ma efficace, denso di particolari. A volte i brani possono apparire lunghi, ma nonostante ciò mantengono un efficace dinamismo. Cohen in questo lavoro, si esibisce davanti a una folla di 20.000 persone e, gioca con loro, scherza, strappa applausi e risate di vero apprezzamento. Inoltre, frequenti sono gli applausi che richiama per la sua band.

In sostanza, questo Album è un lavoro coerente, con la Musicalità, l’Espressività, la Personalità di un Artista davvero eccezionale.

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CHIE AYADO – SOUL OF SINGER

// dicembre 27th, 2009 // No Comments » // Reviews

A differenza di molte star internazionali, Chie Ayado non è un nome molto conosciuto in Europa.


Nel suo paese natale, il Giappone, è una superstar jazz performer con decine di milioni di dischi venduti. Non a caso viaggia con una media di oltre quaranta concerti all’anno.

La sua etichetta, EWE, ha svolto un lavoro pregevole con delle registrazioni analogiche: voce e pianoforte in un tutt’uno splendido.

Chie Ayado, canta il jazz con una splendida voce espressiva, dinamica, reinterpretando brani della musica pop internazionale.
A vederla cantare viene da chiedersi: Come può risiedere una grande voce in un corpo così piccolo?
Infatti le sue interpretazioni sono straordinarie ed emozionanti, accompagnata per lo più solo dal suo pianoforte.

Lei fa di ogni sua canzone, un pezzo unico e, pur trattandosi di una cover diventa un qualcosa di personale, come se nessuno avesse mai cantato quel brano prima di lei, in nessuna versione.

Chie si avvicina alla musica più come hobby, influenzata dai suoi genitori e, fin da bambina è avvolta dalle sonorità jazz dei film di Hollywood. Ha iniziato il suo percorso di studio della musica con il pianoforte classico, ma ben presto ha cominciato a dubitare di questa scelta, ed è cresciuta come un bambino che ha sempre preferito il Vangelo ai Salmi.

All’età di 17 anni mette insieme tutti i soldi che aveva risparmiato con il suo lavoro part-time, e parte per la terra dei sogni: la West Coast degli Stati Uniti. Dopo essersi sistemata a New York, Chie viene invitata da un proprietario di un negozio di musica a visitare una chiesa. Lei accetta e diviene un membro del coro.

Nel 1991 torna in Giappone e inizia a cantare in un jazz club a Osaka, e ben presto si crea un’ottima reputazione di jazz vocalist, il 1998 è l’anno del suo debutto come professionista jazz all’età di 40 anni.

Il resto è un insieme di successi uno dopo l’altro.

Album assolutamente da non perdere:
Best II

Seven
Chie Ayado

 

 

L’Artista Creativo

// dicembre 26th, 2009 // 1 Comment » // Blogging

arrive
In passato la creatività veniva identificata, a seconda delle situazioni, con l’ispirazione Divina, la follia, la genialità, forze soprannaturali, il potere cosmico. Nel corso dei secoli poi, tale identificazione si è evoluta e, in chiave moderna la creatività assume vari significati a seconda dei punti vista: spirituale, mentale/psichiatrico, umanistico.

Una definizione possibile e, al tempo utile, di creatività potrebbe essere la seguente: le persone sono artisticamente creative, quando amano ciò che fanno, sanno quello che stanno facendo e, sono impegnate attivamente nella realizzazione della propria arte. Pertanto i tre elementi in gioco sono: Amore, Conoscenza, Azione; oppure: Cuore, Mente, Mani; o ancora, come si pronuncerebbe in linguaggio Zen: Fede, Curiosità, Coraggio.

Amare
L’Amore è lo spirito che anima il percorso dell’artista. L’amore può essere sublime, ossessivo, passionale, eccitante, ma qualunque sia la sua qualità, esercita comunque un forte potere motivazionale nella vita dell’artista.
L’Amore nell’artista non è semplice desiderio, bensì molto di più: è quasi una “costrizione” ad agire. Il talento è importante, ma non sufficiente, occorre il fuoco dell’Amore per esprimere la propria arte.
Ma cos’è che l’artista ama?
Soprattutto la Potenza; l’Energia pura e semplice, che si sviluppa, attraverso (veicolo), una data attività che lo cattura.
Ecco perché c’è chi dipinge, chi suona, chi scrive, chi fotografa, chi danza, etc….
Questo Amore è pero, anche verso i grandi maestri del passato, il sapere universale. L’Amore per la musica di Mozart per esempio, può essere un forte catalizzatore di energie creative in sé e spingere un individuo a suonare e creare musica; gli esempi possono essere infiniti in tal senso.
Ogni artista, per definirsi tale, deve così incontrare il proprio “medium”, l’attività veicolante che lo attira a sé e gli entra nella pelle, per poi insieme sviluppare una energia comunicante potentissima.

Conoscere
L’Artista avverte il bisogno di conoscere. La sua è una sete. È un bisogno impellente di sapere.
Così il giovane scrittore legge le opere di grandi scrittori, il musicista ascolta la musica di grandi musicisti, ecc. .
In realtà però conoscere non è semplicemente un prendere coscienza dei fatti, del pensiero, di una tecnica, bensì c’è una componente intuiva che è coinvolta, ed è poi alla fine quella che fa la differenza, tra gli individui.
Sostanzialmente conoscere è sia razionale che irrazionale, conscio ed inconscio, emisfero destro ed emisfero sinistro dello stesso cervello.
Il pittore americano post-moderno David Ligare esprime chiaramente tale concetto “La pittura è una passione per me, ma è una passione di idee piuttosto che di pigmento”.

Agire
Amare è il cuore della creatività, conoscere è il cervello, agire è la muscolatura.
Una persona non è un artista finché non lavora alla propria arte. Non ha alcuna importanza quanto eloquentemente parla di arte, o quanto sia nitida in sé l’immagine di artista: finché non esprime negli atti la propria arte non è un artista, perché è facile essere artisti nella propria testa.

Amore, Conoscenza e Azione, sono le caratteristiche della persona impegnata nell’arte e dedicata alla creatività, in modo permanente.

Tu cosa ne pensi? Cosa è per Te la creatività?

Ciao Mondo!!!

// dicembre 24th, 2009 // No Comments » // Blogging

A Ludwig Wittgenstein, filosofo austriaco nato a Vienna nel 1889 allievo di Bertrand Russell, gli vengono riconosciuti meriti per i suoi contributi molto importanti in merito alla fondazione della logica e alla filosofia del linguaggio.

In una sua nota opera, Tractatus Logico-Philosophicus del 1922 asserisce: “Su tutto ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere” (continua…)