Blocco Creativo? Chatta con Te Stesso!
// febbraio 9th, 2010 // 2 Comments » // Music@Mente

Photo by Alfonso
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Con questo post ti propongo un esercizio forse un po’ curioso, ma ti assicuro molto utile.
Ci sono momenti nei quali: paure, ansie, dubbi…, imprigionano la creatività; fino a provocare dei veri e propri blocchi.
La creatività è fondamentale nella vita di tutti i giorni, nelle scelte che giornalmente facciamo, nelle faccende che sbrighiamo, nelle problematiche che affrontiamo, abbiamo bisogno della nostra creatività, se poi siamo degli artisti, la questione è più che doppiata. In verità, l’Artista, più di altri è esposto a tali momenti, perché più di altri è soggetto, a una serie di stimoli e sollecitazioni esterne, che possono provocare degli effetti indesiderati.
Il blocco creativo sta all’Artista come il cane al suo osso.
joe guitar
Generalmente in questi casi, ciò che risulta veramente decisivo è cambiare il punto di osservazione.
Se continuo a guardare il problema dallo stesso punto, il risultato sarà inevitabilmente: gli stessi pensieri, le stesse immagini, le stesse sensazioni…, ergo, le stesse azioni, che non potranno mai produrre nulla di diverso da ciò che hanno prodotto sino a quel momento, pertanto se voglio cambiare i risultati, devo necessariamente cambiare strategia, modi, di pensare e agire.
Purtroppo questo cambio può risultare tutt’altro che facile, anche perché possiamo incontrare una serie di resistenze interne: scarsa motivazione, poco coraggio, scoramento…
Ci serve un qualcosa che ci aiuti a creare un distacco dal problema, per questo ciò che suggerisco in questo post è un espediente, un semplice esercizio che, senza sforzo ti permette, metaforicamente, di salire sul tavolo e guardare l’ambiente da una prospettiva diversa.
Prendi due sedie, e mettile una di fronte all’altra; dopodiché… e poni molta attenzione a questa fase, identifica le due sedie, nel senso: su una ti siederai Tu, sull’altra di fronte il tuo “creativity coach”… chi è il tuo “creativity coach”? Sei sempre TU!
È curioso lo so, l’ho detto subito, ma non è poi così folle: noi costantemente dialoghiamo con noi stessi.
Pertanto siediti sulla sedia del TU “artista” e trova il coraggio di esprimere al tuo coach di fronte qual è la tua difficoltà; per esempio:
- non riesco a scrivere l’ultimo pezzo del mio lavoro discografico
- non riesco a terminare il libro che sto scrivendo
- ho dei dubbi circa le mie capacità espressive
- mi sento profondamente annoiato/a
- …
Adesso siediti sulla sedia di fronte ed esercita il ruolo di coach; prendiamo un esempio: “Non riesco a terminare il libro che sto scrivendo”, bene, “Cosa te lo impedisce?”, torna immediatamente sulla sedia di fronte e rispondi alla domanda… e così via…
Bada bene: l’obiettivo da tenere presente, non è quello di sviscerare il problema (non ci si improvvisa psicologi). Bensì è quello di adottare delle strategie nuove e utili a: o, un cambio in una direzione più funzionale rispetto agli obiettivi, oppure a riprendere il percorso nella stessa direzione di prima con rinnovato vigore.
Per questo motivo, l’accorgimento da considerare con attenzione è che la domanda che il TU coach non deve mai porre al TU “artista” è: PERCHE’.
Perché, è una domanda molto complessa, la cui risposta è ancora più complessa, che potrebbe condurti in un viaggio introspettivo complicato, che sarebbe forse meglio compierlo assistito/a psicologicamente.
La bella notizia, è che ai fini del risultato non hai bisogno di rispondere a questa domanda. Pertanto il tuo coach potrà chiederti: “come ti senti?” e, subito dopo, “cosa potresti fare per stare meglio?”; ma no: “perché ti senti così?”. Segui questo semplice accorgimento e sono sicurissimo che troverai molto utile questo esercizio.
Dai vita al tuo coach interiore e, raccontami la tua esperienza.
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