Posts Tagged ‘espressività’

§Musica e Interpretazione

// febbraio 11th, 2010 // 4 Comments » // Music@Mente

Photo by Mo Riza

In Musica ci sono, grosso modo, 3 classi di interpreti: gli esecutori, i compositori e gli insegnanti.
La funzione di ciascuno di essi è quella di cogliere, attraverso una speciale sensibilità di spirito, il messaggio musicale e, condividerlo poi con gli altri, per il benessere comune.

Sostanzialmente è come il sistema nervoso per il corpo. Lo spirito, con tutte le emozioni che porta con sé, non è in grado di intervenire sulla materia direttamente, ha bisogno della mediazione del cervello e del sistema nervoso. Allo stesso modo lo spirito in musica, è percepito nella solitudine e comunione dell’artista con se stesso, per poi essere dato, condiviso, con il pubblico, la gente sotto forma di messaggio, relazione, comunicazione.

In realtà l’artista coniuga due aspetti di uno stesso soggetto: l’arte e la tecnica. Nessun tipo di tecnica potrà mai fare da sola l’artista, allo stesso modo, alcuna percezione spirituale, potrà da sola abilitare un messaggio fruibile da tutti. Entrambi sono indispensabili.

Dall’altra parte poi c’è il pubblico. Il pubblico sono persone, esseri umani, in qualche modo carichi di aspettative e, questo elemento, paradossalmente, aiuta l’artista, nel senso che lo stimola a tirare fuori il meglio di sé nella performance. Ma la cosa ancora più interessante è che la mente dell’artista comunica con la mente del suo pubblico, da’ cioè, la possibilità a chi lo sta ascoltando in quel momento, di godere delle emozioni vere: può essere un futuro migliore, un’alternativa possibile, un ricordo, gioia, energia, ecc.. .

Praticamente quella “gioia” che da prima è solo dell’artista, diventa poi gioia del pubblico che lo ascolta e, in tutto questo la mente dell’interprete è molto importante, in quanto diviene una specie di medium, tra le emozioni dell’universo e la gente.

Un buon interprete deve innanzitutto saper immaginare, quando l’immaginazione è debole, il pubblico rimane freddo all’esecuzione. L’immaginazione è un po’ la colorazione della mente, sia da parte di chi trasmette che da chi riceve; ecco perché la musica dal vivo è molto più entusiasmante della musica registrata: quanta immaginazione ci vuole per colorare una fredda registrazione?

Così arriviamo a un altro elemento fondamentale per l’Artista: il cuore. Il cuore dell’artista è la sua personalità: l’emozione comunicata può essere gioia pura, ma per trasmetterla al meglio ci vuole un cuore caldo, si può voler comunicare amore, ma se nel cuore c’è egoismo il messaggio è vano. Una esecuzione senza personalità, non prende, non cattura, non comunica: non è Bella.

… testa e cuore, anima e spirito, mente e cervello, arte e tecnica: parti fondamentali della interpretazione artistica, mediatrice nell’universo.

joe

L’organizzazione del lavoro in un laboratorio musicale nella scuola

// gennaio 28th, 2010 // No Comments » // Blogging

Photo by adwriter

Continuo, con questo che è il secondo post della serie su bambini-musica-scuola, nello sviluppo dell’argomento, parlando di come si dovrebbe organizzare un laboratorio musicale

Un lavoro musicale ottimale dovrebbe comporsi di 4 fasi distinte:

Ear Training
Voce e canzoni
Lavoro Strumentale
Concerti & Music Clubs

Ear-Training
Per Ear Training, in questo contesto, si intende l’ascolto di note musicali e accordi, e capire/riconoscere le caratteristiche peculiari di altezza dei suoni e intervalli tra le note. Dato l’impegno e la concentrazione che questo lavoro richiede, bisogna porre molta attenzione al rapporto: età dell’individuo e tempo dell’attività; soprattutto partire con delle lezioni brevi e frequenti e, in funzione dell’età del bambino/ragazzo, aumentare il tempo diminuendo la frequenza. Delle linee guida circa il tempo e il lavoro da svolgere, sono queste:

per bambini di età compresa tra i 4 e i 7 anni: 15 minuti – 4 volte a settimana
cantare delle melodie semplici in chiave maggiore e, fare ascoltare 2-3 note alla volta sullo strumento

per ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 12 anni: 20 minuti – 3 volte a settimana
solfeggio, dettatura di melodie di due battute. Quando questo lavoro viene saldamente afferrato, si può anche cominciare con delle semplici armonizzazioni, utilizzando triadi, e il canto estemporaneo

per ragazzi dai 13 anni in su: 40 minuti una volta a settimana
continuare il lavoro di cui sopra fino ai 12 anni, con armonie più complesse, composizione elementare, frasi musicali sul pianoforte. Tuttavia già dai 14 anni in su, c’è un aspetto in più da considerare ed è l’interesse del/la ragazzo/a a proseguire in senso generale. Questo perché il lavoro musicale deve essere sempre e comunque volontario e, dai 14 anni potrebbero manifestarsi degli interessi diversi, anche verso altre forme di arte. In tal caso l’insegnante lascerà libero l’individuo di fare di meno degli altri e, si concentrerà maggiormente su chi invece vuole fare di più.
In ogni caso, i migliori risultati si ottengono con classi non superiori ai 25 bambini/ragazzi

Voce e canzoni
Questo è un tipo di lavoro molto interessante: cantare, imparare l’intonazione, familiarizzare con questo primo strumento musicale a nostra disposizione: la voce. Considerando la stessa classificazione di età fatta sopra, scegliere melodie idonee in termini di difficoltà e argomenti.

Lavoro Strumentale
È importante considerare, che almeno fino all’età di 8 anni anche la lezione sullo strumento avvenga in classe, piuttosto che lezioni individuali, ecco perché il contesto scolastico è ideale, questo perché il lavoro sullo strumento potrebbe essere faticoso per il bambino, mentre fatto insieme agli altri della stessa età, diventa più piacevole e divertente, oltre al fatto che, si è riscontrato praticamente che l’apprendimento in gruppo, nel bambino, è molto ma molto più forte.
Lo strumento musicale più semplice da prendere in considerazione, in lezioni di questo tipo, è il pianoforte.

Concerti & Music Clubs
È un’ottima idea organizzare un concerto di fine anno. Inoltre, creare un piccolo club musicale all’interno della scuola, è un’altra ottima idea. Un buon piano di lavoro è quello di organizzare una serie di brevi incontri su temi diversi, tipo l’armonia, l’acustica, la storia della musica, ecc. e, parimente, la vita e le opere dei grandi compositori del passato. Tutto questo coinvolgendo i bambini, chiedendo il loro aiuto nell’illustrare il racconto, partecipare alla presentazione, etc. .

joe

#Musica con i Bambini – Cosa Dice la faccia

// gennaio 16th, 2010 // 5 Comments » // Blogging

Photo by Fabiogis50

Una volta un maestro disse ad un bambino:
“Se studi con impegno, impari, e fai del bene agli altri, il tuo volto si riempirà di luce”.

Così quel bambino si mise a studiare con grande impegno, a imparare e imparare, e cercava sempre di comportarsi bene con i suoi amichetti, proprio come aveva detto il maestro. Dopodiché andava davanti allo specchio e… con grande delusione però, sul suo viso non vedeva alcuna luce. Così pensò che forse non aveva fatto tutto esattamente come gli aveva detto il maestro e ci mise più impegno…, ma la sua delusione, nel momento in cui andava davanti allo specchio, cresceva.

Così, alla fine il bambino, stanco, andò dal maestro e disse: “Caro maestro, ho fatto come mi hai detto, ho studiato molto, mi sono impegnato, ho imparato tantissimo, mi sono anche comportato bene con i miei amici, ma ogni volta che andavo davanti allo specchio, io questa luce non l’ho vista, non so perché”.

Quel maestro, mentre ascoltava attentamente il bambino, lo guardava proprio in viso e a un certo punto disse: “Sai, proprio in questo momento, mentre tu mi parlavi, la tua faccia era piena di luce, e sai perché? Perché ogni parola che dicevi, l’hai con il cuore. Quando il pensiero e l’azione sono nel cuore, la luce è in faccia. Tu non l’hai mai vista perché quando sei davanti allo specchio nel tuo cuore c’è solo la curiosità di vedere la luce, che non brilla solo perché tu lo richiedi”.

Il piccolo guardò attentamente il maestro e disse:

“Maestro, non ho capito bene quello che mi stai dicendo, io ti credo, ma perché anche solo per una volta non posso vedere questa luce?”

E il maestro: “Nessuno può vedere la luce sul suo volto. Tu continuerai a svolgere il tuo lavoro, studiare, imparare, fare del bene agli altri, e la tua luce risplenderà davanti agli altri. Questo è il più grande dono che puoi fare a te stesso e agli altri”.

Nella lezione di questo maestro al bambino c’è una grande verità: pensare e agire con il cuore. Farlo capire a un bambino può essere arduo, ma importante, al tale scopo è molto utile la musica: essa è un mezzo speciale per parlare ai bambini in tal senso.

Infatti la musica, per i bambini, può essere molto di più che un argomento da studiare, bensì loro più di tutti possono realmente comprendere l’arte, la bellezza, il cuore, che c’è nella musica. Penso che, progetti scolastici con la musica, condotti da persone qualificate, sarebbero veramente di grande utilità e di grande efficacia in termini di finalità.

Credo inoltre che l’incapacità a volte di presentare la musica a bambini in un modo che li interessi, non sia dovuta al fatto che la musica è troppo difficile per i bambini, bensì sono quei bambini a essere troppo difficili per l’insegnante: spesso, la mente lenta di un insegnate incontra la giovane e veloce mente di un bambino, troppo veloce per l’insegnante.

Leonard Cohen – Live in London

// gennaio 15th, 2010 // No Comments » // Reviews

Potrebbe sembrare ardito anche solo pensarlo, ma in un universo alternativo o parallelo, Leonard Cohen è Bob Dylan.

L’artista canadese, come il suo omologo del Minnesota, fonde insieme folk, blues e rock per creare sfondi di suggestiva poesia cerebrale, che può, con una forza molto vivida, evocare il dolore di un affare andato male o la precognizione cupa di un futuro distopico . Naturalmente, il confronto tra i due artisti è solo un pretesto per dire, che se Cohen non è mai diventato la Voce di una Generazione, la sua opera però ha saputo catturare l’attenzione e lo spirito del tardo 20° secolo.

Cohen è stato una presenza enigmatica alla periferia della musica popolare, apprezzato da coloro che lo conoscono, ma sconosciuta a tanti, troppi. Naturalmente, Cohen è anche il “tizio” che ha scritto Hallelujah, passando attraverso famose interpretazioni di Jeff Buckley e Rufus Wainwright e, in questo lavoro, Live in London, canta come un uomo alla fine della sua carriera, ma i suoi suoni sono tutt’altro che esauriti.

L’Album è composto di 26 canzoni in tutto e, ogni traccia esprime una propria luminosa intimità.
Cohen nelle sue composizioni ed espressioni musicali è molto minimalista, essenziale, ma efficace, denso di particolari. A volte i brani possono apparire lunghi, ma nonostante ciò mantengono un efficace dinamismo. Cohen in questo lavoro, si esibisce davanti a una folla di 20.000 persone e, gioca con loro, scherza, strappa applausi e risate di vero apprezzamento. Inoltre, frequenti sono gli applausi che richiama per la sua band.

In sostanza, questo Album è un lavoro coerente, con la Musicalità, l’Espressività, la Personalità di un Artista davvero eccezionale.

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Ciao Mondo!!!

// dicembre 24th, 2009 // No Comments » // Blogging

A Ludwig Wittgenstein, filosofo austriaco nato a Vienna nel 1889 allievo di Bertrand Russell, gli vengono riconosciuti meriti per i suoi contributi molto importanti in merito alla fondazione della logica e alla filosofia del linguaggio.

In una sua nota opera, Tractatus Logico-Philosophicus del 1922 asserisce: “Su tutto ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere” (continua…)