Joe Chambers in “Horace To Max” – un lavoro discografico sincero
// aprile 28th, 2010 // No Comments » // Reviews

Joe Chambers è, in un certo senso, il batterista per eccellenza. Per diversi motivi. È stato sempre presente nella scena jazzistica degli ultimi cinque decenni. In questo ultimo lavoro, “Horace To Max” dell’etichetta Savant, Chambers rende omaggio a due delle sue più grandi influenze, Horace Silver e Max Roach.
Lady in My Life – Album: Mirror
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Chambers si presenta al pubblico nel 1963. Con il suo swing e il suo stile ritmico unico, Chambers diventa ben presto il batterista fortemente voluto nei live concerts. Negli anni ’60 si è ritrovato a lavorare con artisti quali: Andrew Hill, Sam Rivers, Freddie Hubbard, Bobby Hutcherson, Joe Henderson e Wayne Shorter. Quando diviene socio fondatore del M’Boom, l’ensemble di percussioni innovativa di Max Roach, la sua carriera prende il volo.
It’s Time – Album: M’Boom Collage
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Chambers considera Max Roach il suo mentore. Egli sì, riconosce l’influenza che altri artisti come Philly Joe Jones, Elvin Jones hanno su di lui, ma a Max spetta una posizione regale, in tal senso. Successivamente conosce Horace Silver, e anche a questi riconosce grande influenza sulla sua musica.
In questo suo ultimo lavoro, Chambers riprende il discorso lì dove lo aveva lasciato nel 2006 con la versione di “The Outlaw” e, con una assortita band di musicisti spazia in diversi stili di esecuzione. Il focus strumentale variabile rende sempre una prospettiva differente. Il taglio di apertura con “Asiatic Raes”, è una meravigliosa espressione di una composizione di Kenny Dorham. L’energia ritmica arriva attraverso un gioco di batteria e congas.
Il sassofonista Eric Alexander è bravissimo. Dwayne Burno al basso è una forza. Il percussionista Afro-cubano Steve Berrios (già facente parte della band di sezione al M’Boom) fornisce un elemento chiave in termini di etnia ritmica. Xavier Davis al pianoforte è fenomenale in tutto.
“Horace To Max“, è un trattato conciso sul drumming melodico, espressione potente circa l’utilizzo della musica come mezzo per onorare qualcuno, pur rimanendo se stessi. Una esecuzione magistrale di assoluto rispetto: vivamente consigliato.
Tracce: Asiatic Raes (K. Dorham), Ecaroh (H. Silver), Man From South Africa (M. Roach), Mendacity (M. Roach/C. Bayen), Portia (M. Miller), Water Babies (W. Shorter), Lonesome Lover (M. Roach), Evidence (T. Monk), Afreeka (J. Chambers)
Musicisti: Joe Chambers (drums, vibes, marimba), Eric Alexander (tenor saxophone), Xavier Davis ( Piano, except track 7), Dwayne Burno (bass, except track 7), Steve Berrios (percussion, drums), Nicole Guiland (voice tracks 4,7 only), Helen Sung (piano track 7 only), Richie Goode (bass track 7 only)
CD Title: Horace To Max
Year: 2010
Record Label: Savant
Style: Straight-Ahead / Classic
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