Photo by Thomas Lieser

A volte non è ben chiaro cosa sia il pensiero musicale. In realtà, il compositore, ha innanzitutto ascoltato per la prima volta quella musica nella sua mente, sotto forma di pensiero.
Ciascuno può, sedersi tranquillamente e, fare l’esperienza di pensare a parole e frasi, sentirle nella propria mente senza che esse vengano pronunciate.

Regola d’Oro n.1
Si può comporre solo la musica che si è pensata. Tale musica deve esistere innanzitutto nella mente di qualcuno, essere ascoltata per la prima volta nella mente di qualcuno, solo dopo può essere ascoltata dagli altri.

Tale discorso è valido per l’Arte in generale: anche il pittore deve pensare le sue immagini, lo scultore deve pensare le sue statue, l’architetto deve pensare gli edifici.
Essi pensano all’oggetto della propria arte, allo stesso modo come pensano le parole che dicono.

Tornando alla musica, i suoni che ascoltiamo intorno, ci divengono più facilmente comprensibili se abbiamo una buona familiarità con la scala maggiore. Gli intervalli della scala diatonica maggiore non sono casuali, rispecchiano una situazione ideale di ascolto, di comprensione di ciò che si sta ascoltando. Nella scala maggiore, tra un intervallo e l’altro vi sono tantissime altre frequenze che darebbero vita ad un altro suono, tuttavia la nota successiva si trova esattamente a quella distanza: c’è una grande rilevanza con l’essere umano, non è mia competenza spiegare ciò in termini scientifici, però è così.

Regola d’Oro n.2
Dobbiamo imparare e conoscere la scala diatonica maggiore e, dobbiamo cominciare a pensare le note, ciò ci aiuterà a percepire meglio i suoni intorno a noi.

Beethoven le sue cose migliori le ha scritte da sordo, evidentemente era perfettamente in grado di ascoltare le note nella sua mente prima, per poi utilizzare il pianoforte come una macchina fotografica, ovvero riprodurre la “immagine mentale”.

Questo è esattamente ciò che intendo per fare musica: lo strumento musicale un mezzo per tradurre in suono ciò che pensiamo nella nostra mente, tradurre l’invisibile in probabile, tangibile.

Regola d’Oro n.3
L’ascolto non è delle orecchie, bensì del pensiero. È il pensiero concentrato che ode

Dietro una grande musica, c’è una grande pensiero. Joe guitar

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4 Comments

  1. paopasc says:

    C’è una cosa strana, per quanto riguarda la musica, e cioè che, tra tutte le arti, è quella capace non solo di accogliere le emozioni di chi la scrive ma di scatenare le più profonde risposte in chi l’ascolta. tanto è vero ciò che nelle manifestazioni sportive agonistiche è proibito usare dispositivi di ascolto della musica, per il suo noto effetto euforizzante, tra gli altri.
    E io penso proprio che questo sia dovuto alla caratteristica di entrare, come tu hai sottolineato varie volte, in risonanza con le vibrazioni normalmente prodotte dal lavoro neurale, il quale, evidentemente, impartisce alla musica le sue regole, essendo da lì che proviene.
    ma queste rimarranno semplici e belle parole finchè non si troverà a cosa corrisponde questa vibrazione neurale e quale significato ha nell’economia del cervello.
    Bell’articolo, Joe.

  2. Vedo ci sta proprio bene!
    Grazie joe.
    Poi vengo a commentare…e un saluto a paopasc

  3. Infatti, joe, come tu sottolinei, il discorso è estendibile all’arte in generale. Come pittrice, l’ispirazione nasce da un ricordo, da un’emozione, da uno stato d’animo. Il risultato, quindi, è un tripudio di colori che avvolge e decora la quotiditianità, imprimendone una precisa personalità.

  4. Mannaggia, oggi le sviste sono tante!

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