Un fisico italiano ha pensato a un modo di distinguere tra la musica classica e altri generi di musica, utilizzando le tecniche teoriche della sismologia. Il prof. Paolo Diodati, Università di Perugia, ha studiato la differenza tra la distribuzione delle intensità e dei tempi di comparsa di tali intensità della musica classica e altri generi come il jazz, pop e rock e ha scoperto, che mentre il jazz, il pop, il rock possono essere descritti utilizzando la funzione matematica nota come gaussiana e relativa rappresentazione grafica, le sinfonie della musica classica invece, presentano delle valutazioni matematiche più complesse.

Diodati stesso rivelò che era affascinato dal legame tra la musica e la fisica, pensando proprio al crescendo di intensità nell’opera di Rossini “La calunnia è un venticello”, un’aria dal Barbiere di Siviglia. Paolo Diodati riteneva, ed era curioso di verificarlo, che il crescendo musicale nella suddetta opera, avesse proprietà matematiche simili ai sistemi fisici di crescendo/evoluzione che avvengono in presenza di una catastrofe naturale.

Per soddisfare questa sua curiosità chiese aiuto alla tecnologia informatica. Lui sapeva che era possibile stabilire una corrispondenza tra suoni e numeri e che, data una composizione musicale sarebbe stato possibile rappresentarla in forma digitale, a prescindere dalla complessità della composizione stessa.

Già in precedenza, una serie di studi avevano esaminato la distribuzione delle frequenze all’interno di una determinata musica, esaminando quante volte una data nota si ripete. Per esempio, in una sinfonia di Beethoven, in virtù di tali studi si poteva calcolare con precisione la probabilità che ogni nota venisse ripetuta. Ma Diodati si spinse oltre tale principio statistico, al fine di studiare come l’intensità di una musica varia.

Insieme a Stefano Piazza fisico di Perugia (laureatosi e “addottoratosi” con lui con tesi sul vulcano Stromboli e sulle trasformazioni martensitiche, sistemi soggetti ad andamenti catastrofici), utilizzarono un computer per dividere il segnale proveniente da una registrazione musicale, in segmenti di tempo lunghi un centesimo di secondo. Registrarono il numero di segmenti che superavano una certa soglia di ampiezza definendoli “eventi”, e misurarono la distribuzione delle loro ampiezze e dei ritardi nel tempo tra un evento e l’altro. Questi due tipi di statistiche sono nate per lo studio dei terremoti.

Il risultato di tale studio è sorprendente: entrambi si resero conto che, la variazione di intensità in un crescendo di Rossini obbediva, in termini di potenza, alla stessa legge che regola i terremoti, le frane, le eruzioni vulcaniche. Tanto che esclamarono: “E’ un miracolo! Il genio di Rossini ha fornito un esempio in cui le parole descrivono un processo a valanga e la musica riproduce la dinamica, col crescendo, che La Natura stessa segue nei processi a valanga, cioè nelle catastrofi.”
Il nostro fisico poi, utilizzando lo stesso metodo, analizzò diverse musiche, dalla classica al jazz, passando attraverso il pop e il rock e scoprì qualcosa di ancora più sorprendente: la musica classica è più prevedibile delle altre, nel senso che se questo genere di musica è al confine con il “caos”, il jazz, il rock, il pop, risultano esistere nel “caos” davvero più totale.

La materia è piuttosto controversa. La critica che altri scienziati rivolgono su tale argomento è che la musica non è come i materiali, siano essi solidi, liquidi o gassosi, e pertanto non è misurabile.

Tuttavia e, proprio in virtù di tale studio, non credo si possa escludere del tutto che le caratteristiche musicali sono misurabili, anche perchè tale misurazione non ha nulla di personale in termini di gusti musicali o quant’altro, ma è assolutamente oggettiva.

Potrebbe essere davvero interessante, lo dico da musicista, applicare i risultati dello studio del nostro prof. Diodati, per creare una nuova prospettiva di analisi musicale, in ogni caso rimango affascinato dalla potenza, presenza viva, che pervade questa meravigliosa e misteriosa Arte: la Musica.

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P.S. Ringrazio il prof. Paolo Diodati per la sua collaborazione e disponibilità nella correzione della bozza di questo post prima della pubblicazione.

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8 Comments

  1. Bellissimo!
    Lo inserisco sicuramente nel Carnevale, anche perché si abbina perfettamente con questo:

    http://sciencebackstage.blogosfere.it/2010/01/fatti-di-musica.html

    Saluti e buon Carnevale!

  2. Poco tempo adesso Joe, ma il pezzo è stupendo, lo leggo dopo con calma! E’ una cosa che senz’altro mi interessa, per la notoria mia fissazione di relazione tra forme dello spazio e forme di ricostruzione motoria.
    Ben fatto!

  3. L’interesse fondamentale di questo lavoro (anzi, riesci a darmi il link all’articolo o all’abstract?) è il parallelismo tra due sistemi: uno è quello della tecnica compositiva in musica classica l’altro è la dinamica dei movimenti della crosta terrestre, che sempre movimenti sono. Ora, non è difficile collegare le regole della composizione musicale ai meccanismi di funzionamento del cervello, non solo quello legato al linguaggio simbolico ma anche a quello motorio e corporeo (il canto degli uccelli, le verbalizzazioni degli scimpanzè) e in seguito cercare di stabilire una connessione tra i prodotti del cervello e i sistemi di ‘movimento inorganici’.
    Grazie!

  4. Paolo Diodati says:

    Caro Giuseppe, sono io a ringraziarti per l’interesse e la bella recensione. Mi congratulo inoltre per l’ambiente ideale, anche come lettori, in cui la tematica è stata inserita.
    Potreste trovare interessante anche il lavoro
    The ‘shell effect’: music from environmental noise (Physics Education, 40(2) 2005.
    La rivista mi chiese alcune demo che sono udibili collegandosi al sito della rivista o visitando il mio sito su Stromboli.
    Con tanti auguri, Paolo Diodati

  5. Joe Guitar says:

    @Paolo Diodati
    Grandioso professore! Ho sentito le demo ed è davvero affascinante come lavoro. Mi scarico sicuramente il documento dal sito della Physics Education e me lo studio con interesse

  6. Joe Guitar says:

    @paopasc
    grazie a te. ero sicuro del tuo interesse verso l’argomento. come sempre le tue riflessioni sono molto acute.
    (non ho al momento un link di riferimento specifico, si tratta di informazioni che ho raccolto e che poi ho sottoposto il tutto all’attenzione del prof.Diodati)

  7. Joe Guitar says:

    @Gianluigi
    grazie Gianluigi per la stima!

  8. Complimenti per la tua ricerca!

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