Photo by A.Connah

Ritengo molto interessante considerare l’argomento ISPIRAZIONE. Ho già, in post precedenti, sottolineato l’universalità della vibrazione e la sua tendenza a interagire con l’essere umano per affinità, condizioni di vibrazione simili, tuttavia l’argomento comporta qualche ulteriore elaborazione.

Inoltrandosi nello studio del suono, ci si rende conto che ci sono delle leggi precise e, che tutti i suoni si propagano per mezzo di onde. Le onde, si propagano in modo circolare, come le increspature sulla superficie immobile di un lago nel quale è stato appena gettato un sasso. Inoltre, queste onde stesse, hanno differenti velocità, per esempio, la velocità del suono è pari a circa 334 mt. al secondo e, un DO centrale al pianoforte, viaggia a circa 77 mt. al secondo (ipotizzando una temperatura di circa 20°C e superficie suolo a livello del mare), in aggiunta a ciò, ci possono essere onde grandi e onde piccole, che viaggiano alla stessa velocità, così come la forma delle onde sonore può variare ampiamente: in buona sostanza, le onde sonore, pur essendo molto simili tra loro, in realtà vi è una varietà molto ampia nella forma, così come avviene per gli essere umani.

Questa varietà nella forma d’onda, si riscontra anche nel timbro. Tutti percepiamo la differenza di un suono, generato da nota musicale eseguita su un fischietto, un violino e una cornetta, è la stessa nota, ma il suono è diverso. Questo perché il timbro del suono non è un timbro puro fondamentale, vi sono cioè degli extra-timbri aggiuntivi, è un po’ come l’aroma per il vino. Vi è un aroma fondamentale, e poi ci sono una serie di altre sfumature di gusto, che danno origine a un bouquet unico. La stessa cosa è per i suoni.

Allo stesso modo l’essere umano rispecchia l’universo del suono. Ciascuno di noi, a seconda dei pensieri che pensa, dei desideri che desidera, delle aspirazioni delle quali si nutre, “suona” con un proprio “timbro”.
Nessuno è fondamentalmente e completamente buono o cattivo. Ciascuno di noi ha una propria miscela di timbri, un “frullato” di pensieri, desideri, che ci fanno vibrare in modo unico. A volte succede che si incontrano esseri umani che tra loro vibrano all’unisono e, l’incontro è “magico”.

Qualunque nota possiamo cantare, per quanto invisibile, è potente l’influenza che può avere su noi.

Chi ritiene che solo i fatti contano in quanto materia, mentre i pensieri no, o è in errore o è un eretico.
La simpatia, per esempio, è proprio quell’insieme di pensieri positivi in noi che ci consentono di attrarre a noi, per consonanza, tutto ciò che di positivo ci può essere intorno: dalle amicizie, agli incontri, alle emozioni, sentimenti, immagini: è la nota che noi cantiamo, ed è la stessa nota che determina i vestiti che indossiamo, le cose che mangiamo, i libri che scegliamo.

Miriadi di pensieri, di ogni genere, si abbattono sulla nostra mente, come le onde sulla riva del mare, tuttavia rispondiamo bene, solo a quelli che sono in grado di risvegliare in noi qualche risposta “simpatica”: questa è fondamentalmente l’ispirazione, una vibrazione pura.

È vero che uno stato d’animo di esaltazione, di fervida preghiera o aspirazione, può permetterci di intravedere la visione più alta, ma in queste circostanze, l’ispirazione è suscettibile di essere sfuggente e frammentaria.

Il viale dell’ispirazione è la parte inconscia della mente, quella parte di noi che di fatto costituisce il grande sé. Nella vita ordinaria questa parte della mente è più o meno protetta dalla coscienza. Un uomo chiama un altro uomo “sciocco”, ma quest’ultimo sa benissimo di non essere nulla del genere, e così l’idea ha un peso molto basso sul suo subconscio. D’altra parte, se non ci fosse alcun meccanismo di protezione di questa natura, l’inconscio potrebbe benissimo accettare la dichiarazione con conseguenze, in ogni caso disastrose.

L’ispirazione spesso ha a che fare con il sogno, o il sonno profondo. In questo stato, di sogno dico, la coscienza esce di scena ed emerge l’attività del subconscio, qualcuno ha definito questo stato: “il giorno dell’anima”.
Nella Bibbia ci sono diversi passaggi scritti, nei quali leggiamo di esperienze tipo: “…l’Angelo del Signore mi apparve in sogno…”: di fatto alla fine, costituiscono delle onde di ispirazione, che collegano il subconscio con il conscio.

Volendo giungere a una conclusione, l’ispirazione, intesa non solo da un punto di vista artistico, la vita, per poter essere realmente vissuta, ha bisogno di ispirazione, l’ispirazione dicevo, giunge a noi attraverso l’apertura dei nostri sub-strati mentali, alla ricchezza dell’universo che ci circonda.
Spesso siamo intasati, “costipati”, carichi di emozioni negative quali, pregiudizi, risentimenti, etc., che ostacolano la libera circolazione di idee utili al nostro percorso.
Nel momento in cui ci liberiamo di tutti questi pesi inutili, la nota, la nostra nota, il nostro suono, viene fuori e, tutto cambia.

“L’ispirazione: il Divino dentro ciascuno di noi”

joe guitar

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5 Comments

  1. Valeria Minervini says:

    Ho letto il tuo articolo e mi ha ispirata davvero molto…

    Ecco credo che in questa affermazione sia racchiuso uno dei sensi di ciò che scrivi, o per lo meno quello che io gli attribuisco (come suggerisci tu, e come diceva Shakespare, “le cose non sono buone o cattive ma è il pensiero che le rende tali”).

    Innanzitutto ho riflettuto sulla natura socio-costruita dell’ ispirazione, cioè di quanto gli altri contribuiscono a ispirarci e di quanto noi possiamo essere fonte di ispirazione per i nostri compagni di viaggio. Ogni uomo è una nota, una voce del mondo e contribuisce a questo straordinario spettacolo che è la vita, che è vivere anzi esistere; sarebbe un po’ una sorte di rielaborazione della filosofia ubuntu (“una persona è una persona tramite (altre) persone”)

    Quindi joe guitar ritieni che la vita di un uomo possa essere l’ ispirazione per la vita di un altro e che le nostre azioni possano essere frutto delle ispirazioni che gli altri ci regalano? Quale ruolo pensi gioca le nostre singole soggettività nella vita di ogni giorno?

    Condivido con te la natura inconscia e pulsionale dell’ ispirazione, dell’ insight come si dice in psicologia, credo che sia l’ unica spiegazione che ci si possa dare da un punto di vista psicologico come motivazione ad intraprendere un’azione. Però poi mi chiedo se l’ ispirazione è inconscia e quindi strettamente personale influenza gli altri solo ed esclusivamente nel comportamento manifesto o può influenzare gli altri (e viceversa fare in modo che altri influenzino noi) grazie a strategie, modalità più sottili quali possono essere l’ atmosfera che si respira in gruppo o in una coppia, il porsi degli ideali comuni, la progettualità di due o più vite…

    Vabbe ora la smetto…

    A presto

    Valeria Minervini
    (p.s. indovinato sono una psicologa!)

  2. Ehi joe, il livello degli articoli sale costantemente, tra breve dovremmo leggerti con il telescopio! ahahahahaha
    Comunque, fuori dallo scherzo, io ragiono in questi termini.
    Due onde sincrone si sommano due asincrone si elidono. Ma l’onda è comunque uno strumento, trasporta un’informazione, ma quale informazione. Non possiamo affidarci unicamente alla risonanza. Dopo che due enti risuonano insieme, possiamo forse dedurne che si comportano come due particelle quantisticamente intrecciate? Il sistema organismo è troppo macro per risentire di quegli efetti. Dunque accetto la tua teoria della risonanza solo come affinità dispositiva, che acquista importanza se intendiamo un qualsiasi organismo come operante delle ricostruzioni del mondo, le quali implicano passaggi di corrente nel sistema nervoso e in ultima analisi, onde, sia elettromagnetiche che sonore. Dunque, la comune vibrazione induce in due diversi organismi un comune modo di ricostruire, in questo senso possiamo parlare di affinità, e mi convince.
    L’altra parte la lascio alla gentile signora qui sopra, alla cara psicologa, che trasfroma il materiale grezzo che noi le forniamo in un dolce pizzicato di arpa.

  3. joe guitar says:

    @Valeria,
    …intanto semplicemente grazie!
    Ti faccio poi, i complimenti per la tua sensibilità artistica: davvero notevole.
    Le domande che poni sono molto importanti e, la tua riflessione finale apre la strada all’esperienza umana quotidiana. Alla fine, le vite raccontano la Vita.
    Ciao..

    @paopasc,
    concordo con il tuo ragionamento nonché il concetto finale di affinità: mi piace molto l’idea di ricostruzione similare, indotta da una vibrazione comune: molto stimolante come idea….
    grazie

  4. cari Joe e Pao

    l’articolo mi piace molto.e voi mi state simpatici.
    le nuvole che si affollano attualmente nella mia testa sono piuttosto nere.
    sarà che ieri lavoravo e c’era il sole ed oggi che potevo andare al mare c’era la pioggia?

    sarebbe meraviglioso poter accordare i propri pensieri.

  5. …ciao Paola, grazie per il passaggio.
    si succede… come canta Pino Daniele in una sua canzone di qualche anno fa: E aspiette che chiove, l’acqua te ‘nfonne e va, tanto l’aria s’adda cagna’ ;)

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