
Dopo un po’ di tempo, ho riscoperto un bellissimo album, al suo debutto discografico, di un pianista norvegese: Tord Gustavsen
“Changing Places” è di una bellezza unica, silenzioso, di un delicato romanticismo. Le note sono quasi sussurrate e, l’ascoltatore rimane in un religioso silenzio per tutta la durata del brano.
Di grande intelligenza sono gli interventi del batterista Jarle Vepsestad e del bassista Harald Johnsen, i quali forniscono un delicato sostegno al piano di Tord.
Tranquillità. A tratti, estasi meditativa.
Un Lavoro molto Raffinato: Consigliato
Track 2: Graceful Touch
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Track 1: Deep as Love
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Track 11: Your Eyes
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carla says:
9 maggio 2010 alle 19:18 /
Ciao Joe. Ottima recensione. In particolare sono rimasta affascinata dalle note: Your Eyes.
A proposito, so che sei impegnato in un nuovo progetto musicale… i miei sinceri auguri.
paopasc says:
9 maggio 2010 alle 21:10 /
hola Joe.
La definizione, non solo tua obvious, di relax music mi va stretta.
Tendo a considerare la musica come un’elaborazione del linguaggio del corpo. Esso trasporta delle emozioni, in forma di grana grossa. E’ questo il motivo per cui note come queste, per esempio, richiamano un senso di calma, di pensiero, di malinconia, di dolce pensiero: ma non siamo però in grado di capire in modo preciso il contenuto di questo messaggio.
Mi spiego.
Mettiamola così: due persone si “parlano” con brani musicali. Esse magari si comprenderanno dal punto di vista generale, capiranno i propri stati d’animo ma con più difficoltà riusciranno a intendere se, per esempio, uno dei due ha chiesto: ti piace più il cioccolato o la vaniglia?
Non voglio farla lunga, ma penso che sia da questa loro indeterminatezza che provenga la capacità di indurre sensazioni : come dire, ti parlo in modo che quello che comprenderai è all’interno di alcune categorie circoscritte, ampie, che facilmente identifichi.
Cose così, insomma.