Archive for Music@Mente

Amarsi, Scoprirsi, Meravigliarsi

// luglio 11th, 2010 // 2 Comments » // Arte & Scienza, Music@Mente

slow sex sesso sesso e musica

Photo by Toban Black

L’amore
Tutti noi vogliamo amare e sentirci amati, guardare e sentirci ammirati, sviluppare il nostro scopo e sentirci connessi con il resto del mondo. E, nel momento in cui ci apriamo alla sessualità, iniziamo un percorso di conoscenza in merito a cose che riguardano noi stessi, che non avremmo mai pensato di conoscere.

L’amore come approfondimento della conoscenza della persona amata, uno scoprirsi e meravigliarsi allo stesso tempo; perché, come scriveva Adalgisa Lugli, “il percorso del meraviglioso è dentro l’anima stessa dell’uomo”.

La “slow” idea
C’è un intero movimento cosiddetto “slow”, che include diversi argomenti: abbiamo lo slow food, la slow parenting, lo slow traveling, ecc… e, lo slow sex.

Peccato però, che la nostra cultura, si basa molto sul concetto di velocità: abbiamo anche potenti strumenti di misura che rilevano questa grandezza in modo molto puntuale.

Ne consegue che, in generale, ci sia una focalizzazione eccessiva sul concetto di Traguardo-Finish, e questo anche in amore.

Slow Sex” è esattamente il contrario dell’imperante sesso: Hard, Strong e Fast. Piuttosto, questa idea “slow”, ci stimola a raggiungere una maggiore profondità emotiva, connessione, intimità, consapevolezza e presenza di sè.

La musica è una valida guida in questo interessante argomento: i parametri musicali ritmo, melodia e armonia, hanno, come ben noto, una forte interazione con l’essere umano e, anche una certa attinenza con la sfera sessuale e il vivere la sessualità.

La musica ci può aiutare a dettare i tempi di un certo percorso, fatto di conoscenza, scoperta: Meraviglia!

Una interpretazione possibile
Era il 1967 quando Jim Morrison scriveva una canzone, con un’idea intervallistica musicale ancora inesplorata e, con un testo…

Light My Fire ;-)
Sai che mentirei, sai che sarei un bugiardo, se ti dicessi ragazza,
che non possiamo arrivare molto più in alto.
Andiamo piccola, accendi il mio fuoco…

…da scoprire…

Light My Fire – Francis Goya from Album Wings for Life

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

Wings


Tra Scienza e Arte. Newton-Beethoven: Contrasto o Analogia?

// giugno 19th, 2010 // 8 Comments » // Arte & Scienza, Music@Mente

Newton by William Blake

La cosa più bella che possiamo sperimentare è il mistero; è la fonte di ogni vera arte e di ogni vera scienza. Albert Einstein

Bernard Cohen (1 March 1914 – 20 June 2003), Victor S. Thomas Professore di storia della scienza presso la Harvard University e, autore di diversi libri, nel suo libro Franklin and Newton (1956), cita una frase che Egli attribuisce ad Einstein: “…se Newton e Leibnitz non fossero mai vissuti, il mondo comunque avrebbe conosciuto la scienza del calcolo, se non fosse mai vissuto Beethoven invece, non avremmo mai avuto la sinfonia in Do minore”.

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

Il confronto Newton-Beethoven è forse il modo più semplice e, al tempo stesso più duro, per rappresentare la questione del rapporto arte-scienza: il contrasto più forte è quello determinato dal presupposto che, mentre i prodotti della scienza sono inevitabili, nel senso che comunque e in ogni caso si arriverebbe alla scoperta, nelle arti invece non è così, perché il prodotto della genialità in questo campo, è unico ed inscindibile dall’artista.

La Teoria

Secondo il filosofo Immanuel Kant (Königsberg, 22 aprile 1724 – Königsberg, 12 febbraio 1804), il genio esiste nelle arti, ma non nelle scienze, ovvero, mentre gli scienziati possono insegnare agli altri il loro lavoro, per gli artisti invece, il segreto della originalità delle loro creazioni, è sconosciuto.

In base a questa affermazione, potremmo dire che, mentre Newton sarebbe perfettamente in grado di spiegarci i passi che lo hanno condotto a stilare i primi elementi di geometria, Mozart, Beethoven, non ci potrebbero insegnare il segreto dell’ispirazione nelle loro sinfonie. Certo, la loro originalità costituisce un modello evolutivo dal punto di vista creativo, ma questo sarebbe un altro discorso.

Tuttavia, l’astronomo americano Owen Gingerich offre un punto di vista differente della questione. Sostanzialmente Egli sostiene che tutto il sistema newtoniano non è inevitabile, evidenziando il ruolo dell’immaginazione e della creatività di Newton nelle sue teorie scientifiche, collocandolo quindi, sullo stesso piano creativo di Shakespeare o Beethoven.

…E questa osservazione ci sensibilizza circa la natura della creatività scientifica…

Newton Principia

La Pratica

Una teoria scientifica è limitata dalla natura ed è soggetta a sperimentazione, ampliamento, revisione, manipolazione.

Il confronto Newton-Beethoven assume un senso e un significato diversi, nel momento in cui il focus non è più su la costruzione di una teoria, bensì su la concezione e la realizzazione di un esperimento. Pertanto, la domanda che da musicista mi pongo è: la sperimentazione è un processo automatico che richiede uno scarso apporto creativo, oppure al contrario, è prevalentemente un processo creativo con uno scarso automatismo?

Una Possibile Conclusione

Kant secondo me ha sicuramente ragione circa la differenza in termini di genio nel campo delle arti e della scienza: un esperimento scientifico molto difficilmente sarebbe riconoscibile come un Newton, mentre un dipinto è facilmente riconoscibile come un Caravaggio.

Tuttavia, il lavoro sperimentale prevede comunque un ingegno, fantasia, creatività: l’ingegno scientifico, come l’immaginazione artistica, è una disciplina molto rigorosa. Potrei concludere che il modo in cui gli elementi scientifici vengono dosati, combinati insieme, permette di raggiungere un risultato unico, non necessariamente inevitabile.

In quest’ottica forse, l’asse Newton-Beethoven, è più un’analogia che un contrasto.

Questo post partecipa alla 8 edizione del Carnevale della Fisica, per l’occasione, ospitato da Emanuela Zerbinatti di Arte e Salute

Post Correlati

Natura in Musica

Il Potere del Suono

L’ISPIRAZIONE: tra Conscio e Sub-Conscio

La Musica Immortale: Espressione del Vivere

Come rilassare la mente, sciogliere tensioni e liberare lo spirito creativo in se’


Conosci i tuoi limiti? Superali

// aprile 26th, 2010 // 2 Comments » // Music@Mente

supera i tuoi limiti

Photo by Alejandro Juárez


Quali sono i limiti oltre i quali non ci possiamo spingere? Cosa c’è oltre la curva?

Un bambino di, supponiamo 4 anni sale su un tavolo alto 1,2 mt da terra: vuole saltare… l’adulto di turno in quel momento (genitore, tutore, educatore, etc..), si precipita verso il bambino e, con molto tatto gli spiega che se salta si farà male: non deve saltare da lì.

La domanda è: ma quell’adulto è proprio sicuro che quel bambino non è in grado di saltare da lì? Come fa a saperlo? E se quel bambino dovesse avere un talento speciale come saltatore? In realtà l’adulto non lo può sapere, ma di fatto quel bambino acquisirà l’informazione come un suo limite: non è in grado di saltare da lì. L’adulto, suo malgrado forse, ma ha effettuato una installazione nella mente di quel bambino.

I nostri limiti, intendo quelli che percepiamo tali, sono in gran parte frutto proprio di esperienze tipo quella su descritta.

Tali esperienze generano i cosiddetti paradigmi. I paradigmi sono una serie di credenze, regole e regolamenti (scritti o non scritti) che generano due cose in noi:
1) stabiliscono e/o definiscono confini (mentali, comportamentali, ecc.)
2) ti dicono come pensare e comportarti all’interno dei confini per il tuo benessere/successo

La vera verità è che spesso il nostro benessere/successo è proprio al di fuori dei nostri confini.

Non deve interessare cosa ci sarà oltre la curva, ciò che è importante è costruire sull’attimo presente.

Un giorno a Martin Lutero gli fu chiesto: “Ma se tu dovessi sapere con assoluta certezza che domani sarà la fine del mondo, cosa faresti da ora fino a domani?” e Lutero rispose: “Continuerei a coltivare il mio orticello”.

Leggi le seguenti predizioni di chi, nel passato, prevedeva il futuro e, la prossima volta che incontri qualcuno che circa un tuo progetto di dirà: è impossibile, pensaci bene prima di dare credito a tale previsione; piuttosto, continua a lavorare sulla costruzione del tuo presente…

joe

Questo telefono ha troppi difetti per essere considerato seriamente un mezzo di comunicazione. Il congegno intrinsecamente non ha alcun valore per noi (comunicazione di servizio interna della Western Union, 1876)

Non ci piace il loro suono e poi, la musica con la chitarra è sulla via del tramonto (Deca Recording Company che rifiuta i Beatles nel 1962)

È una fantasticheria immaginare che… le automobili prenderanno il posto delle ferrovie nel trasporto di passeggeri a lunga distanza (American Road Congress, 1913)

Non c’è alcuna probabilità che l’uomo possa mai sfruttare il potere dell’atomo (Robert Millikan, vincitore del premio Nobel per la fisica, 1920)

La bomba non esploderà mai. Parlo come esperto di esplosivi. (Ammiraglio William Leahy, U.S. Atomic Bomb Project, 1943)

La scatola armonica senza fili non ha alcun valore commerciale immaginabile. Chi pagherebbe un messaggio inviato a nessuno in particolare? (I soci di David Sarnoff in risposta alle sue sollecitazioni relative agli investimenti nella radio negli anni ’20)

Non c’è alcuna ragione per cui qualcuno dovrebbe volere un computer nella propria casa (Ken Olsen, presidente di Digital Equipment Corporation, 1977)

Chi diamine vuole sentire parlare di attori? (Harry Warner, Warner Brothers Pictures, 1927)

Penso che ci sia un mercato mondiale per circa cinque computer (Thomas Watson, presidente di IBM, 1943)

Il volo con macchine più pesanti dell’aria è irrealizzabile e insignificante, se non completamente impossibile (Simon Newcomb, un astronomo di una certa fama, 1902)

L’uomo non raggiungerà mai la luna indipendentemente da tutti i progressi scientifici futuri (Dott. Lee DeForest, inventore, 1957)

Le macchine volanti più pesanti dell’aria sono impossibili (Lord Kelvin, presidente della Royal Society, 1895)

Il 640K dovrebbe essere sufficiente per chiunque (Bill Gates, 1981)

Fonte: Paradigms – The Business of Discovering the Future, di Joel Arthur Barker (Collins, 1993)

 Subscribe in a reader

Effetti della Musica: come migliorare le attività di tutti i giorni con la Musica

// aprile 7th, 2010 // 7 Comments » // Music@Mente

meditation sound studiare musica

Photo by Trey Ratcliff

Ognuno di noi ha la sua preferenza musicale e, in un certo senso, è in “balia” degli effetti che tale musica ha su di sé.

Potremmo quindi avere l’effetto Chopin, l’effetto Mozart, l’Effetto Sinatra, l’Effetto Ray Charles, l’Effetto Elvis Presley, l’Effetto Gershwin, l’Effetto …

In realtà all’interno di ciascun genere musicale ci sono diversi stili, ciascuno con delle caratteristiche ben definite. In questo post voglio prendere in considerazione due tipologie.

Canto Gregoriano
Caratteristiche:
utilizza i ritmi della respirazione naturale per creare un senso di spaziosità rilassata.

Indicazioni
Ideale per lo studio e la meditazione silenziosa
Allenta lo stress

Gregorian Chants – Meditation with Gregorian Chants

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

Gregorian Chants - Meditation with Gregorian Chants

Musica Barocca
Caratteristiche
conferisce un senso di stabilità, ordine, prevedibilità e sicurezza, crea un ambiente stimolante per la mente,

Indicazioni
per lo studio o il lavoro

I Solisti Italiani – Arcangelo Corelli: 12 Concerti Grossi, Op. 6

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

Jordi Savall & Le Concert Des Nations – Handel: Water Music, Music for the Royal Fireworks

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

Bernard Foccroulle – Bach: Complete Organ Works – L’oeuvre d’orgue intégrale – Gesamte Orgelwerke

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

Bernard Foccroulle - Bach: Complete Organ Works - L'oeuvre d'orgue intégrale - Gesamte Orgelwerke

 Subscribe in a reader

Come rilassare la mente, sciogliere tensioni e liberare lo spirito creativo in se’

// marzo 14th, 2010 // 2 Comments » // Music@Mente

Photo by Alice / Cornelia Kopp

Un utilizzo sicuramente noto, della musica, è quello scelto per ottenere uno stato di rilassamento; in effetti la musica ha grande potere in tal senso, tuttavia tale possibilità va sfruttata con perizia, in certi casi un eccessivo rilassamento può amplificare i sintomi di una condizione fisica non proprio buona; facciamo l’esempio di un soccorso medico stradale: al trasportato in ambulanza, sarebbe davvero utile fargli ascoltare con delle cuffiette, più che della musica rilassante, una musica, non vocale, modellata intorno ai 60 battiti al minuto: ciò contribuirebbe realmente a rilassare la vittima, stabilizzare il suo respiro, e diminuire lo shock da emergenza.

È davvero forte quindi, il legame tra la musica e una capacità potentissima del nostro cervello: l’immaginazione. E qui bisogna intendersi: immaginazione e non visualizzazione, sono due cose distinte e separate: l’immaginazione ha un contatto molto diretto con il proprio sé e, nello specifico, la musica funge da catalizzatore, nel nostro cervello, di immagini evocative e, di conseguenza, di stati d’animo.

Il cervello funziona per immagini e, le immagini generano stati d’animo, ergo, se vuoi cambiare uno stato d’animo devi cambiare l’immagine

Ti suggerisco un lavoro molto semplice e al tempo stesso, molto utile, nel riorganizzare il proprio “traffico mentale”, o come base musicale per un workout aerobico e/o, in generale, per sbloccare lo spirito creativo in se’. Tu sei il protagonista.

Di seguito trovi 3 tracce distinte, selezionane una a tuo piacimento, quella che ti ispira maggiormente, poi puoi sempre ripetere l’esercizio con le altre.

Innanzitutto chiudi gli occhi e, semplicemente respira in modo naturale e rilassato per un paio di minuti circa, rilassa il corpo, i piedi, le ginocchia, i fianchi, le mani, le braccia, i gomiti, le spalle, la testa.

Dopodiché fai partire il player e, immagina te stesso come il direttore di un’orchestra di fama mondiale che si trova di fronte a te.

Violin Concerto No. 2 in B Minor, Op. 7: III. Rondo (‘La Campanella’)

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

Alberto Erede, Royal Philharmonic Orchestra & Yehudi Menuhin - Paganini: Violin Concerto Nos. 1 & 2 - Violin Concerto No. 2 in B Minor, Op. 7: III. Rondo ('La Campanella')

Symphony No. 5 in C Minor, Op. 67 “Fate”: I. Allegro con Brio

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

London Symphony Orchestra & Josef Krips - The 50 Most Essential Pieces of Classical Music - Symphony No. 5 in C Minor, Op. 67 "Fate": I. Allegro con Brio

The Flying Dutchman, WWV 63 – Overture

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

Wagner - Classical Music For Sailing - The Flying Dutchman, WWV 63 - Overture

Con le tue mani comincia a scandire il tempo e, nello stesso tempo, lascia che la musica ti animi, è un interscambio, tu conduci la musica e la musica conduce te, fluisce in te e attraverso di te.
Puoi in un primo tempo iniziare con le ginocchia, proseguire successivamente con i fianchi e poi con la testa.
Prova a evitare di danzare, sei il/la conduttore/conduttrice. Semplicemente lascia che il tuo corpo, con il suo movimento accarezzi la musica, scolpendo delle forme: pensa a te stesso/a come una scultrice/scultore del suono, libera le tue emozioni.

Esperimenta queste sensazioni più volte nell’arco di una settimana e, quando i suoni della traccia scelta ti saranno più familiari, immagina e memorizza la disposizione dell’orchestra di fronte a te: i violini alla tua sinistra, le viole, i legni e gli ottoni nel centro, le percussioni dietro, violoncelli e contrabbassi a destra: che ciascuno di essi ti riempi e ti inondi con il proprio suono.

Buon lavoro!
joe

 Subscribe in a reader

Where The Hell Is Matt? – Come una semplice danza influenza l’umore

// marzo 7th, 2010 // 2 Comments » // Music@Mente


Matt Harding ha generato l’onda online, forse più imponente.

Matt aveva l’abitudine di descrivere se stesso come il 31enne più “scroccone” di tutto il Connecticut che, tutto ciò che amava e voleva fare nella vita è di giocare con i videogames. Matt però aveva una particolarità: quando il momento che stava vivendo era particolarmente buono, lui faceva una danza tutta sua, apparentemente “stupida”.

Così durante un suo viaggio in Asia, ad Hanoi, un amico filmò questa sua danza e, un po’ di tempo dopo, un altro amico pubblico il video sul suo blog.

Il link cominciò a circolare, sinché l’ufficio marketing di stride gum notò questo video, contattò Matt e gli propose una sponsorizzazione per un viaggio di 6 mesi, in 39 nazioni, in tutti i 7 continenti: cosa doveva fare? Filmare questa danza insieme alla gente locale.

Il risultato è stato un video, postato su YouTube con il nome di Where The Hell is Matt?, con oltre 25 milioni di visualizzazioni. Matt poi dichiarerà: “In realtà io non ho fatto nulla per promuovere il video, è bastato semplicemente pubblicarlo su YouTube, che ciò ha dato il via a un’onda incredibile”.

Lui sono sicuro che è sincero non lo immaginava, ma quelli di stridegum credo proprio di si.

Al di là del fenomeno, a me personalmente questa danza mette effettivamente allegria, la scelta della musica è perfetta, oltre che l’idea del movimento veloce su di un tempo metronomico meno veloce è geniale.

La Notte e i suoi Misteri: dal Romanticismo di Chopin

// marzo 3rd, 2010 // 4 Comments » // Music@Mente

Photo by Shadi Samawi

Un recente post letto sul blog della dott.ssa Emanuela Zerbinatti di Arte e Salute ha catturato la mia attenzione.

John Field è stato descritto come il precursore di Chopin. Lo stile limpido di questo allievo e amico di Clementi, il tocco determinato nell’esecuzione, attiravano l’ammirazione da parte di diversi musicisti tra i quali appunto Fryderyk Franciszek Chopin. Al tempo stesso, Field era fortemente incuriosito dal carattere melanconico di Chopin.

In verità Chopin, anche se raramente manifesta esuberanza nella sua espressione artistica, tuttavia egli nobilita il sentimento, anche nel suo respiro drammatico e apparentemente lugubre, trasformando il tutto, con grande genialità, in un qualcosa di idilliaco.

Chopin amava la notte e i suoi misteri, tanto quanto Robert Louis Stevenson in certe sue opere: i notturni di Chopin sono pezzi di “vera notte”, fatti di sussurri, rimorsi, agitazione. La maggior parte di queste opere richiamano molto la grazia femminile.

Un notturno molto interessante, è quello in Si bemolle minore, il primo dei tre della op.9 , dedicato a Madame Camille Pleyel. La caratteristica di questo capolavoro è la sorpresa: sembra melanconico, ma al tempo stesso cordiale; drammatico, ma al contempo sensuale. Nella seconda parte poi, esprime vero fascino.

Nocturne No.1 in B flat minor Op.9

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

Le opere di Chopin non sono mai banali

La cronologia dei Notturni di Chopin:
op. 9, tre Notturni, gennaio, 1833
op. 15, tre Notturni, gennaio, 1834
op. 27, due Notturni, maggio, 1836
op. 32, due Notturni, dicembre, 1837
op. 37, due Notturni, maggio, 1840
op. 48, due Notturni, novembre, 1841
op. 55, due Notturni, agosto, 1844
op. 62, due Notturni, Settembre, 1846

Inoltre vi è un notturno scritto nel 1828 e pubblicato con il numero Opus 72, No. 2, e un uno in do diesis minore, scritto da Chopin in giovane età e pubblicato nel 1895.

…al prossimo notturno (forse…)
joe

Pensare in Musica – Ascoltare la Mente

// febbraio 26th, 2010 // 4 Comments » // Music@Mente

Photo by Thomas Lieser

A volte non è ben chiaro cosa sia il pensiero musicale. In realtà, il compositore, ha innanzitutto ascoltato per la prima volta quella musica nella sua mente, sotto forma di pensiero.
Ciascuno può, sedersi tranquillamente e, fare l’esperienza di pensare a parole e frasi, sentirle nella propria mente senza che esse vengano pronunciate.

Regola d’Oro n.1
Si può comporre solo la musica che si è pensata. Tale musica deve esistere innanzitutto nella mente di qualcuno, essere ascoltata per la prima volta nella mente di qualcuno, solo dopo può essere ascoltata dagli altri.

Tale discorso è valido per l’Arte in generale: anche il pittore deve pensare le sue immagini, lo scultore deve pensare le sue statue, l’architetto deve pensare gli edifici.
Essi pensano all’oggetto della propria arte, allo stesso modo come pensano le parole che dicono.

Tornando alla musica, i suoni che ascoltiamo intorno, ci divengono più facilmente comprensibili se abbiamo una buona familiarità con la scala maggiore. Gli intervalli della scala diatonica maggiore non sono casuali, rispecchiano una situazione ideale di ascolto, di comprensione di ciò che si sta ascoltando. Nella scala maggiore, tra un intervallo e l’altro vi sono tantissime altre frequenze che darebbero vita ad un altro suono, tuttavia la nota successiva si trova esattamente a quella distanza: c’è una grande rilevanza con l’essere umano, non è mia competenza spiegare ciò in termini scientifici, però è così.

Regola d’Oro n.2
Dobbiamo imparare e conoscere la scala diatonica maggiore e, dobbiamo cominciare a pensare le note, ciò ci aiuterà a percepire meglio i suoni intorno a noi.

Beethoven le sue cose migliori le ha scritte da sordo, evidentemente era perfettamente in grado di ascoltare le note nella sua mente prima, per poi utilizzare il pianoforte come una macchina fotografica, ovvero riprodurre la “immagine mentale”.

Questo è esattamente ciò che intendo per fare musica: lo strumento musicale un mezzo per tradurre in suono ciò che pensiamo nella nostra mente, tradurre l’invisibile in probabile, tangibile.

Regola d’Oro n.3
L’ascolto non è delle orecchie, bensì del pensiero. È il pensiero concentrato che ode

Dietro una grande musica, c’è una grande pensiero. Joe guitar

Aspettando la Primavera Podcast

// febbraio 21st, 2010 // 2 Comments » // Music@Mente

Photo by Christy Scherrer

La Bellezza è una forma del Genio, anzi, è più alta del Genio perché non necessita di spiegazioni. Essa è uno dei grandi fatti del mondo, come la luce solare, la Primavera, il riflesso nell’acqua scura di quella conchiglia d’argento che chiamiamo luna. Non può essere interrogata: regna per diritto divino. Oscar Wilde

La Primavera è la stagione che preferisco. Da sempre.

Primavera è Rinascita; abbiamo costantemente bisogno di rinascere, di prendere coscienza di un punto di osservazione nuovo, diverso, che ci permette delle azioni diverse, più efficaci rispetto ai nostri obiettivi, i nostri valori.

La Primavera è per noi un po’ come l’elastico che, dopo il suo momento di più o meno grande estensione, torna nel suo stato/forma originale.

Significati ai quali la Primavera è legata
azione
esplosione
seme
motivazione
elasticità
rinascita
trasformazione
quiete
pace
ispirazione
crescita
saltare
volare
dare una direzione
venire alla luce
prosperare

Ci possono essere diverse colonne sonore utili a sottolineare questo momento/passaggio, ciascuno può crearne una propria: di seguito la mia come podcast ascoltabile. E la Tua?

Podcast 1: Aspettando la Primavera (Acquista su Amazon)
Morning Has Broken
Cat Stevens
Primavera (You to Me Are Everything)
Marina Rei
Spring Ain’t Here
Pat Matheny Group
Primavera
Santana

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

joe

Il Suono del Silenzio

// febbraio 17th, 2010 // 2 Comments » // Music@Mente

Photo by Nicholas Kenrick

L’educazione scientifica dovrebbe insegnarci a vedere l’invisibile in natura, allo stesso modo come il visibile. John Tyndall

John Tyndall è stato un fisico irlandese che, si è interessato in termini di studio, anche dell’argomento suono.

Un giorno Tyndall, mentre camminava su un sentiero di montagna con un amico, fu attratto da un suono particolare e acuto che proveniva dal lato destro del sentiero. Essendo di cultura scientifica, portato istintivamente a capire, cercò l’origine di questo suono e, scoprì che a generarlo era una miriade di piccoli insetti che sciamavano su quel lato.
Ma ciò che sorprese maggiormente Tyndall è che il suo amico, pur avendo un udito perfettamente in grado di sentire, non aveva minimamente colto questo suono.

Questo semplice aneddoto ci spinge a riflettere: siamo circondati da tanti suoni, giustamente filtrati dal nostro sub-cosciente, ma… tra essi ci potrebbero essere dei suoni che hanno qualcosa da dirci, vuoi per affinità con le nostre emozioni, vuoi per familiarità con i nostri pensieri.

Infatti, l’approccio opportuno verso una “educazione” musicale, è proprio quello di imparare ad ascoltare.

Robert Schumann, compositore tedesco, ha detto: “sviluppare l’orecchio musicale, è della massima importanza. Distinguere i suoni, scoprire l’intonazione di una campana, il canto di un cuculo”.

Potrebbe sembrare strano un discorso simile, ma in realtà cosa c’era prima del linguaggio se non suoni: il vento tra le foglie, versi di animali, i passi sul terreno: l’essere umano ha imparato innanzitutto ad ascoltare, poi si è evoluto… si è molto evoluto…e… sotto certi aspetti ha disimparato certe cose a vantaggio di altre, sicuramente importanti, ma con effetti collaterali: tanta fretta, frenesia, distrazione, scarsa concentrazione, ansie, … .

Ho un bellissimo suggerimento per te se ti va.

Prova per un giorno a porre attenzione ai suoni intorno a te:

cerca di distinguere il tono; grave piuttosto che acuto per esempio, e cerca di intuire quali toni ti comunicano cosa. Per esempio un tono grave potrebbe facilitarti uno stato introspettivo ottimale e, viceversa il tono acuto più energia verso l’esterno;

scopri qual è per te il confine tra suono e rumore;

identifica la relazione se c’è, tra questi suoni e le tue emozioni più profonde.

Rimarrai illuminato/a …

The Sound of Silence (Paul Simon 1966)

And in the naked light I saw
ten thousand people maybe more
people talking without speaking
people hearing without listening
people writing songs that voices never share
noone dare, disturb the sound of silence

E nella luce pura vidi
migliaia di persone, o forse più
persone che parlavano senza emettere suoni
persone che ascoltavano senza udire
persone che scrivevano canzoni che le voci non avrebbero mai cantato
e nessuno osava, disturbare il suono del silenzio

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.


joe